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Commedie Italiane

Prosa SPETTACOLO IN SCENA

20 febbraio - 11 marzo 2018

Freddy Aggiustatutto

di Lorenzo Riopi e Tobia Rossi regia di Roberto Marafante

Prosa PROSSIMO SPETTACOLO

progionierial7piano-2017-18

13 marzo - 01 aprile 2018

Prigionieri al 7° piano

di Maria Letizia Compatangelo
regia di Donatella Brocco

Prosa PROSSIMO SPETTACOLO

checlasse

03 aprile - 22 aprile 2018

Che classe

di Veronica Liberale
regia di Marco Simeoli

NEWS E PROMOZIONI

19 marzo ore 21 - De Core di Nadia Natali

Uno spettacolo dall'anima vera che racconta, mediante una fusione di musica e teatro, la romanità allo stesso tempo schietta, malinconica e vivace che si respira ancora oggi in ogni angolo della Città Eterna. De Core lascia intatta la tradizione invitando lo spettatore a fondersi con la bellezza struggente degli stornelli antichi, delle serenate sotto al balcone, delle canzoni popolari più note.
Nadia Natali (voce), Massimo Aureli (chitarra), Vincenzo Barbalarga (fisarmonica)


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Sostieni ActionAid con FREDDY AGGIUSTATUTTO

Giovedì 8 Marzo ore 21 al Teatro de' Servi si va in scena per sostenere ActionAid - Gruppo Locale di Roma ed il progetto "L'Italia del futuro". Divertiti a teatro e realizza con noi il cambiamento!


SCHEDA SPETTACOLO

RASSEGNA STAMPA
DICONO DI NOI

Ho adottato mio fratello

Quattro giovani autori che interpretano sul palco la propria opera e soprattutto la propria generazione. Spesso proprio tra i giovani, che oggi tutto sembrano avere rispetto a chi li ha preceduti, diventa ancora più difficile rispondere alle domande esistenziali di sempre.

Ho adottato mio fratello

... un girone di risate in una commedia che avrà come finale il fatto che tutti possiamo essere amici e voler bene agli altri, e che nulla è fino in fondo come sembra, la perfezione non è di questo mondo e che nessuno dovrebbe giudicare

Ho adottato mio fratello

Una storia di famiglia e di convivenza tra incomprensioni, pregiudizi e recriminazioni che avrà un lieto fine.

La storia d'Itaglia

In effetti, La storia d’Itaglia può essere considerata una “picariata” 2.0, rivista e rielaborata con il linguaggio di oggi, ma attraverso canoni comici che sono sempre gli stessi e resistono al tempo: la battuta rapida, comica e a tratti pungente, il fraintendimento che crea situazioni ambigue e divertenti, gli scambi e i gesti rapidi e concitati che creano effetti contrari a quelli presenti nelle intenzioni dei personaggi.

La storia d'Itaglia

Ci si diverte anche riflettendo, perché i tre autori di La storia d’Itaglia vogliono parlare dei rapporti genitori/figli, genitori/scuola, di quelli di coppia, di famiglia, dei problemi della nostra società, dell’Italia, delle sue regioni, di Roma, della televisione con i suoi reality e talent, delle aspirazioni, delle delusioni e dei fallimenti in cui inevitabilmente incappiamo prima o poi...

Ho adottato mio fratello

Punta il dito su temi di attualità, portando alla luce grandi e piccoli problemi del nostro “Bel Paese”, come l’integrazione, il trovarsi soli al cospetto della vita e la difficoltà di diventare grandi nel “modo giusto”. Ma qual è il modo giusto?

Il club delle vedove

Commedia da vedere, quindi, per un sano divertimento che fa capire e accettare anche meglio le esigenze della terza età. Cast eccellente e nessun filtro o analisi nascosta e astrusa del problema che affronta, ma tutto viene mostrato chiaramente. Lunghi applausi anche a scena aperta da un pubblico molto divertito e consapevole.

39 scalini

I 39 scalini è una black comedy, ma anche un gioco: si esprime esattamente come i giochi dei bambini in cui la fantasia trasforma un oggetto in qualcosa di altro e assolutamente lontano dalla sua funzione primaria. Si basa su di una comicità intelligente e sottile e si regge sul ritmo che gli attori riescono a mantenere in scena tutto il tempo

39 scalini

Si svela un po’ il meccanismo teatrale, si gioca anche sugli errori degli attori e quindi si esce un po’ fuori dallo schema del classico, all’interno dello spettacolo c’è molta comicità. E anche l’idea di costruire con pochi oggetti tutta un’ambientazione che altrimenti non sarebbe mai stata proponibile in teatro.

Il club delle vedove

Amicizie antiche e nuovi amori, annullamento e riscossa, accondiscendenza e intransigenza, devozione e ribellione… la terza età è tutto fuorché la tomba dei sentimenti.

Il club delle vedove

Lo spettacolo è frizzante e divertente anche grazie all’eccezionale bravura di Caterina Costantini che riesce a dar carattere al testo facendo da punto forte attorno al quale ruotano gli altri personaggi. Piace Lucia Ricalzone che interpreta brillantemente una quasi fanciullesca Samantha, eccitata per il suo imminente matrimonio quasi fosse una ragazzina alle sue prime nozze. Dal suo personaggio traspare gioia e voglia di vivere nonostante il dolore e le avversità.

39 scalini

Prendi l'insuperata arte trasformistica d'un Leopoldo Fregoli e ponila in teatro. Cosa mai ne verrà fuori? Uno spettacolo divertente e brioso, capace di divertire e coinvolgere per due piacevoli ore che volano come nulla fosse.

Il club delle vedove

Il Teatro Martinitt di Milano offre al suo affezionato pubblico una commedia divertente per finire il vecchio anno e per entrare, ridendo, in quello nuovo. La drammaturgia è frizzante, ricca di battute mai volgari. Il pubblico ride divertito.

Il club delle vedove

Una commedia esilarante capace di unire, in una perfetta sinergia, la grande comicità alle riflessioni rispetto a una fase della vita spesso oscurata, che vibra invece ancora di emozioni. Un viaggio attraverso i temi più profondi della vita in contrapposizione “all’inesorabile morte” dove l’amicizia, quella vera, diventa punto di riferimento indissolubile.

39 scalini

L’illusione dichiarata della messa in scena diventa disillusione scenica ,la “magia teatrale” palesata con travestimenti a vista e soluzioni teatrali semplici ma di forte impatto permette al pubblico di divertirsi con gli attori.

39 scalini

Esilarante arrangiamento dello straordinario thriller del 1935 di Alfred Hitchcock, 39 scalini de Le Cattive Compagnie rappresenta allora un esempio di sana e rara artigianalità drammaturgica e, per questo e a suo modo, assolutamente imperdibile.

39 scalini

Il cast partecipa totalmente alla messinscena: collabora ai rapidi cambi scenografici, si veste e traveste sul palco, passa da un ruolo all’altro con apparente facilità e buona gestione dei tempi, caratterizzando i tanti personaggi con gestualità, posture, mimica facciale, dialetti e cadenze sempre diversi e interpretando anche più personaggi nella stessa scena.

39 scalini

In questa rappresentazione c’è tutto, anche ciò che si crederebbe impossibile su un palcoscenico teatrale: dallo humor squisitamente inglese alle gag in stile slapstik, dalle connotazioni noir tipiche delle spy story di Peter Cheyney a un aeroplano lanciato all’inseguimento.

39 scalini

Per la compagnia il testo ha rappresentato di sicuro una sfida allettante e irrinunciabile, nonché molto ambiziosa, ma si tratta di una sfida che, a nostro parere, sono riusciti a vincere, conquistando e catturando con la loro innata comicità l’attenzione del pubblico.

39 scalini

Questo spettacolo sembra gridare: date al teatro ciò che è del teatro. Restituisce oggettivamente al teatro l’essenza stessa del teatro: una storia, un teatro sventrato quasi senza scena o sovrastrutture inutili, attori duttili e bravissimi, e un regia ingegnosa.

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