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Commedie Italiane

Prosa

19 dicembre - 07 gennaio 2018

39 scalini

di John Buchan regia di Leonardo Buttaroni

Prosa PROSSIMO SPETTACOLO

prestazione-occasionale-cast

09 gennaio - 28 gennaio 2018

Prestazione occasionale

scritto e diretto da Francesco Brandi

Prosa PROSSIMO SPETTACOLO

lastoriaditaglia2017-18

30 gennaio - 18 febbraio 2018

La storia d'Itaglia

regia di Marco Simeoli
di Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi

NEWS E PROMOZIONI

CAPODANNO 2018

Passate il CAPODANNO all'insegna del divertimento con 39 SCALINI, 4 attori per 40 personaggi portano in scena la pellicola del grande maestro Hitchcock. Dopo lo spettacolo delle ore 20, non perdete brindisi e buffet con gli attori a solo 45 euro (mezzanotte esclusa).



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Che classe

Una commedia leggera che tuttavia invita a riflettere su tanti argomenti attuali: il rapporto con i genitori, il matrimonio, l’immigrazione, la violenza nella coppia. Sicuramente una buona idea per trascorrere una serata con tutta la famiglia.

Che classe

In questa commedia semplice, ma reale, tra quattro banchi di scuola, una lavagna e un calendario che segna lo scorrere del tempo, viene messo in scena l’individuo ormai adulto che sente la necessità di generare, di creare...

Che classe

Questa volta la domanda esistenziale è declinata in essere-per-essere. I rappresentanti di varia umanità approdano nelle aule di una scuola serale per non rassegnarsi al ruolo che la vita ha ritagliato loro.

Che classe

Attraverso l’attenta caratterizzazione dei suoi personaggi “Che classe” propone un’analisi ben approfondita di alcuni aspetti del carattere umano e della società della quale facciamo tutti (consapevoli o meno) parte, affrontando con ironia, e anche un pizzico di drammaticità, temi come il razzismo, il matrimonio, l’importanza di essere qualcuno nella società, la formazione, il costante confronto-scontro genitore-figlio, l’affermazione di sé stessi, la paura e la voglia di amare, la violenza sulle donne.

Che classe

Uno spettacolo che fa sorridere ma anche pensare. In modo ironico e leggero vengono affrontati diversi temi: il razzismo, il matrimonio, l'importanza di essere qualcuno nella società, la formazione, il costante confronto genitore- figlio, l'affermazione di sé stessi, la paura e la voglia di amare.

Ho adottato mio fratello.

Un quadro ironico e dissacrante dei difetti dell'Italia degli ultimi anni - pigra, litigiosa e un po’razzista.

Attrazioni cosmiche

Lo spettacolo ha ottimi tempi e gran ritmo, come ci ha abituato Marco Cavallaro nelle sue numerose commedie. La regia, quindi, è giocata sulla velocità e sui continui svelamenti dei vari personaggi. Gli attori in scena sono bravissimi e si muovono con abilità tra spazi stretti e tempi concitati. Dimostrano affiatamento e capacità.

Attrazioni cosmiche

Bravissimi gli attori - tutti - anche nella loro gestualità, la mimica scenica è esilarante e in grado di supportare e sostanziare di verve comica le parole e generare una fortissima empatia col pubblico.

Attrazioni cosmiche

Una commedia che sorprende per l’abilità (merito di un ottimo testo ed anche di una squadra di attori indiavolati ed in grado di tener l’attenzione dello spettatore al massimo dal primo all’ultimo minuto) di fondere perfettamente leggerezza e malinconia, ironia e sfumature psicologiche, tematiche delicate e battute esilaranti ed acute (in molti casi degni del miglior Woody Allen).

Attrazioni cosmiche

La commedia, come nelle migliori tradizioni del genere, trae spunto dalla "normalità", da situazioni in cui tutti ci possiamo riconoscere. Il pubblico non ha difficoltà a partecipare attivamente a quanto avviene sulla scena, non limitandosi soltanto a ridere alle esilaranti battute, ma annuendo, commentando e applaudendo sulle battute degli attori dal palco.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Consigliatissimo, dunque, questo spettacolo: ricco di sincera comicità, interpretato da attori all’altezza del compito che hanno ricevuto, molto attuale e coinvolgente per trama e temi. Da andare a vedere, con la speranza che anche l’edizione di quest’anno del Concorso Una commedia in cerca di autori, la quinta dalla nascita dell’iniziativa, porti frutti così buoni.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Un autore dovrebbe sempre considerare che le commedie, perché valga la pena siano ricordate, dopo aver fatto ridere devono anche far pensare. E qui si ride, ci si ritrova, si considerano le cose in prospettiva. La comicità muscolare non fa bene al cervello, la comicità di Bedda Maki ha invece sicuramente la stessa quantità di fosforo del pesce del quale parla.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Gli interpreti in scena tutti talentuosi e generosi nel regalarsi al pubblico, dal battagliero cuoco Franco Mirabella alla fidanzata insopportabilmente snob Roberta Azzarone, sino al temutissimo ed ironico critico Arturo Scognamiglio; un applauso ancor più vigoroso lo riserviamo però, in chiusura di sipario, alla straripante Caterina Gramaglia, una adorabile geisha decisamente sui generis, e all’ottimo Lorenzo Parrotto già in precedenza apprezzato su sentieri drammaturgici diversi, che scopriamo in questo frangente essere dotato di una vis comica trascinante e di un talento naturale anche per la commedia.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Il consiglio è di non lasciarsela sfuggire assolutamente: la scrittura di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano è giovane, tagliente e piccante al punto giusto, la regia di Roberto Marafante è garanzia di commedie di qualità doc, adatte a un pubblico trasversale di ogni età.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Una commedia godibile, leggera, ben scritta, che regala allo spettatore due ore di piacevole intrattenimento e allo stesso tempo di riflessione sulle contraddizioni del nostro tempo. La regia di Roberto Marafante è semplice, lineare, esperta e soprattutto capace d’esaltare le doti di ogni singolo attore e di costruire uno show agile, fresco e divertente e dotato di buon ritmo narrativo.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Agli attori, al regista e soprattutto ai due giovani autori della pièce va l’applauso del pubblico e il merito per una commedia che con una scrittura sapientemente comica e fluida, vola leggera sui problemi mai risolti tra il nostro Nord e il nostro Sud, sulla crisi delle attività commerciali, sulla cucina italiana DOC, sulla spasmodica ricerca del nuovo ‘a tutti i costi’, sull’improbabile culto del mondo degli chef e molto altro.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

La regia di Roberto Marafante amalgama bene gli interpreti. La seconda parte risulta più movimentata e puntellata con exploit tourettiani della Gramaglia, travolgente nei panni dell’impacciata nipposicula ricollocata a Milano.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Possiamo dire che tutta la commedia funziona e viaggia bene, su ritmi piacevoli e prevalentemente comici... La regia è firmata da Roberto Marafante, che ha fatto come sempre un buon lavoro, valorizzando ulteriormente un testo già di per sè assai piacevole. Ritmi serrati, tempi comici, belle gags e piccole trovate registiche arricchiscono la messa in scena.

Tutto per Lola

Inizia a questo punto un godibilissimo minuetto di battute e frecciate ironiche dove le quattro ricorderanno i loro giorni migliori, ma verremo anche a conoscenza anche del loro buon cuore e della loro particolare idea di moralità... Insomma una storia scritta in modo brillante da Roberta Skerl che sembra non sbagliare un colpo e congegnata bene dal regista Silvio Giordani che ritma il tutto sul filo dell’ironia e del paradosso. Uno spettacolo sicuramente da consigliare.

Il matrimonio nuoce gravemente alla salute

Tra scenette esilaranti, flashback, rallenty e inserti di dialoghi con il pubblico ad interrompere la scena e a coinvolgerlo direttamente nella storia, questa divertente rivisitazione dei retaggi comuni sulla coppia va avanti scoppiettante e veloce.

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